USB condanna l'introduzione della legge per la pena di morte per i prigionieri palestinesi da parte di Israele
L’Unione Sindacale di Base esprime la propria ferma condanna per l’approvazione, da parte del Parlamento israeliano, della legge che introduce la possibilità di eseguire la pena di morte nei confronti dei prigionieri palestinesi, accusati in sostanza di aver combattuto contro l’occupazione sionista.
Riteniamo questo provvedimento un gravissimo passo indietro sul piano dei diritti umani e del diritto internazionale. L’istituzione della pena capitale in un contesto di occupazione e soprusi è un ulteriore strumento di sopraffazione sul popolo palestinese, tale legge costituisce inoltre una pericolosa escalation nelle politiche dell’occupazione, che minaccia direttamente la vita e i diritti fondamentali del popolo palestinese.
A rendere ancora più allarmante questo scenario sono le condizioni in cui migliaia di palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliane, inclusi numerosi minori.
Secondo il recente rapporto della relatrice speciale ONU Francesca Albanese, la tortura e i maltrattamenti nei confronti dei palestinesi – uomini, donne e bambini – non rappresentano episodi isolati, ma un sistema strutturale. Il rapporto parla esplicitamente di pratiche diffuse che includono pestaggi, violenze, privazione del cibo e trattamenti degradanti, inserite in un quadro più ampio di controllo e repressione. Nel suo rapporto, sottolinea come tali pratiche producano danni fisici e mentali gravi e siano parte di un sistema che colpisce l’intero popolo palestinese.
In questo contesto, l’introduzione della pena di morte rappresenta un’ulteriore escalation estremamente grave. La legge conferisce ai tribunali militari l’autorità di emettere ed eseguire condanne a morte entro 90 giorni, in un contesto in cui il tasso di condanna nei confronti dei palestinesi supera il 96%. Ciò trasforma questa legislazione in uno strumento che rischia di legittimare l’uccisione deliberata dei prigionieri, esponendo a un pericolo immediato migliaia di detenuti politici palestinesi.
Questi prigionieri, spesso arrestati nel contesto della loro opposizione all’occupazione, si trovano ora di fronte a una minaccia diretta alla propria vita e alla propria esistenza. La nuova normativa rappresenta quindi un salto di qualità nella repressione, con conseguenze potenzialmente irreversibili.
Chiediamo alla comunità internazionale, alle istituzioni europee e alle organizzazioni per i diritti umani di intervenire con urgenza affinché venga fermata l’applicazione di questa legge.
L’USB continuerà a sostenere tutte le iniziative di mobilitazione e solidarietà in difesa del popolo palestinese, contro ogni forma di repressione e discriminazione, contro il genocidio, contro l’occupazione, per la Palestina libera.
USB DIPARTIMENTO INTERNAZIONALE