USB condanna il rinnovo fino al 2031 del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele
USB condanna con la massima fermezza il rinnovo fino al 2031 del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele, una scelta gravissima e inaccettabile che si colloca dentro un quadro segnato dal genocidio del popolo palestinese e dall’escalation militare israeliana nella regione, con le aggressioni a Iran e Libano.
Il governo italiano rinnoverà in automatico il Memorandum d’Intesa sulla cooperazione militare con Israele che scade oggi 13 aprile. Il memorandum è stato siglato nel 2003 (ministro della Difesa Martino, governo Berlusconi) e ratificato dal Parlamento nel 2005 senza troppe opposizioni. L’accordo di cooperazione militare con Israele, da allora, si rinnova automaticamente ogni cinque anni, a meno che uno dei due Paesi non decida di sfilarsi, e nessun governo (destra o sinistra) si è mai sfilato.
Oggi più che mai, la scelta del Governo italiano è un atto politico preciso che rafforza e consolida la complicità dell’Italia con il governo di Israele. Una complicità che denunciamo da tempo e che oggi viene ulteriormente ribadita con il rinnovo di un accordo militare che lega l’Italia a una macchina di guerra responsabile di devastazione, occupazione, repressione, genocidio.
Una decisione in contrasto con i principi della Costituzione italiana, a partire dal ripudio della guerra, e con ogni norma del diritto internazionale. I responsabili di questa ennesima violazione dovranno rispondere su tutti i piani, politico, giuridico e morale, della loro complicità con un governo terrorista, razzista e genocida.
Gli scioperi del 22 settembre, del 3 ottobre e del 29 novembre sono stati contro il genocidio, la guerra e il riarmo, ma anche contro la complicità del governo italiano con il governo israeliano. In quelle giornate abbiamo portato nelle piazze e nei luoghi di lavoro che l’Italia è parte attiva di un sistema che sostiene e alimenta il conflitto.
Con il rinnovo del Memorandum fino al 2031, questa complicità si rafforza ulteriormente. Il governo sceglie di stare dalla parte della guerra, dell’occupazione e della violazione sistematica dei diritti dei popoli, ignorando la volontà di milioni di lavoratrici e lavoratori che chiedono pace, giustizia e rottura con le politiche di guerra.
USB rivendica e rilancia la necessità dell’obiezione di coscienza contro ogni forma di collaborazione diretta o indiretta con il governo israeliano. Chi lavora nei porti, nella logistica, nell’industria e nella ricerca pubblica non può essere trasformato in ingranaggio della guerra: invitiamo tutte e tutti a rifiutare il coinvolgimento nelle attività legate al supporto bellico.
Continueremo a costruire mobilitazioni e iniziative per fermare la guerra e la militarizzazione e per interrompere ogni accordo istituzionale, scientifico, militare con Israele. Continueremo la nostra campagna ‘Io non lavoro per la guerra’ in ogni ambito lavorativo. Chiediamo l’immediata revoca del Memorandum perché non esiste neutralità possibile di fronte al genocidio e alla violenza sistematica.
La nostra è una battaglia di classe, internazionalista e solidale: al fianco del popolo palestinese e di tutti i popoli oppressi, contro la guerra, il colonialismo e ogni forma di sfruttamento.