The Defeat of the Novartis (La sconfitta della Novartis)

Who has been closely following the International Conference organized by the World Federation of Trade Unions and hosted in Rome by USB On 3 October , it had as title: “ Fight for your rights”  that has been concluded to Rome with a demonstration  in front of FAO, knows that the story of the battle of the third world countries or those most populous against multinational drug companies not only lasts for a long time but it 's also full of defeats for the Western pharmaceutical giants.


It is a critical step in the battle that oppose  the right to health  to the right to profit what happened with the Indian landmark ruling against Novartis, one of the most aggressive multinationals, with which enshrines the right of India to produce life-saving drugs "generic" to a immensely lower price than the original drugs. The judgment concerned the GLIVEC, anticancer drug whose cost for a course of therapy, is around $ 2600 and instead with the Indian product 175 dollars. The title Novartis, the Swiss multinational,  immediately lost in the stock market 5%, indicating that the capital is always thirsty for human blood, but certainly grow the number of cancer patients who can be cured because they will have access to care.

In the  rich West, where we take care little to the cost of medicines though are very high, because in large part covered by the health service, no battle like this was conducted  to force multinationals to release really the property of their patents when they serve to save lives.

Indeed, the public research, also in the pharmaceutical field,  is left without funds and resources  in order to favor instead the great multinationals to massively increase their profits, in this as in many other cases on the skin of the people, especially the poorest .


 It’s the profit to move the activities of transnational corporations, and therefore also of all those of the drug, and profit does not stop even in front of the great tragedies of mankind.


 Before the ruling Indian anticancer drug caused a sensation on the decision of South Africa to produce a generic drug for HIV using the same active ingredient obtained in a brand-name drug expensive and unattainable for the huge audience African suffering from this terrible disease.


Capitalism, what today is experiencing a global systemic crisis, that defends nails and teeth to their interests.


They are judgments like these, spoken in countries that are still dealing with the legacies of colonialism imperialist subjugated them for decades, they do hope in the possibility of change and loss of capital. To this we must make our small contribution to the fortified and impenetrable Europe "citadel" , also acting as a megaphone to episodes of resistance, as this can really help to change the sign to the story.

 

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La sconfitta della Novartis


Chi ha seguito con attenzione la Conferenza Internazionale promossa dalla Federazione Sindacale Mondiale ed ospitata a Roma dall USB il 3 ottobre scorso, che aveva come titolo “ Lotta per i tuoi diritti” conclusasi con una manifestazione di Fronte alla FAO, sa che la vicenda della battaglia dei paesi del terzo mondo o di quelli più popolosi contro le multinazionali del farmaco dura non solo da lunga data, ma e' anche piena di sconfitte per i colossi farmaceutici occidentali.
È un passaggio fondamentale nella battaglia che contrappone il diritto alla salute al diritto al profitto quello avvenuto con la storica sentenza indiana contro Novartis, una delle più agguerrite multinazionali, con cui si sancisce il diritto dell'India di produrre farmaci salvavita "generici" ad un prezzo immensamente inferiore a quello dei farmaci originali. La sentenza riguardava il GLIVEC, farmaco antitumorale il cui costo, per un ciclo di terapia, si aggira intorno ai 2600 dollari e che invece con il prodotto indiano costa 175 dollari. Il titolo Novartis, la multinazionale svizzera, ha immediatamente perso in borsa il 5%, a segnalare che il capitale e' sempre assetato di sangue umano, ma certamente crescerà il numero di malati di tumore che potrà curarsi perché potrà accedere alle cure.
Nell'occidente opulento, dove badiamo poco al costo dei medicinali pur se sono altissimi, perché in larga parte coperti dal servizio sanitario, nessuna battaglia di questo tipo e' stata condotta per costringere le multinazionali a liberare davvero la proprietà dei loro brevetti quando servono a salvare vite umane.
Anzi la ricerca pubblica, anche nel campo farmaceutico, e' lasciata senza fondi e risorse per favorire invece quella che le grandi multinazionali svolge per aumentare a dismisura i propri profitti, in questo come in tanti altri casi sulla pelle della gente, soprattutto dei più poveri. E' il profitto a muovere le attività delle multinazionali, di tutte e quindi anche di quelle del farmaco, e il profitto non si ferma neppure davanti alle grandi tragedie dell'umanità. Prima della sentenza indiana sul farmaco antitumorale fece scalpore la decisione del Sud Africa di produrre un farmaco generico anti HIV utilizzando lo stesso principio attivo ottenuto in un farmaco di marca costosissimo ed inarrivabile per la enorme platea africana affetta da quella terribile malattia. E' il capitalismo, quello che oggi sta vivendo una crisi sistemica globale, che difende con le unghie e con i denti i propri interessi. Sono sentenze come queste, pronunciate in Paesi che stanno ancora facendo i conti con i lasciti del colonialismo imperialista che li ha soggiogati per decenni, che fanno sperare nella possibilità di cambiamento e di sconfitta del capitale. A questo dobbiamo dare il nostro piccolo contributo nella fortificata ed impenetrabile "cittadella" europea, anche facendo da megafono agli episodi di resistenza che, come questo, possono davvero contribuire a cambiare segno alla storia.

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