Rio de Janeiro, 23-24-25 ottobre 2013. 2° Congresso internazionale dei sindacati metalmeccanici e minerari: la lotta continua!

Con il titolo “unità e lotta del movimento sindacale mondiale al tempo della crisi del capitalismo” si è tenuto a Rio de Janeiro nelle giornate del 23, 24 e 25 di ottobre, il 2° congresso dell’Unione Internazionale dei Sindacati Metallurgici e Metalmeccanici (TUI-MM) legati alla Federazione Sindacale Mondiale (FSM). La Federazione riunisce i sindacati di classe e conflittuali, tra cui l’USB e conta oltre ottantadue milioni d’iscritti. Sono queste le forze che dall’Europa all’America Latina passando per Africa e Asia stanno resistendo alle politiche liberiste del FMI e della Banca Mondiale.

 

La cerimonia di apertura si è tenuta giovedì 23, nella sede della FIT Metal e della Sindimetal di Rio, i forti sindacati dei lavoratori metallurgici e della miniera appartenenti alla Central does Trabalhadores e Trabalhadoras do Brasil (CTB). A dare il benvenuto ai delegati con Alex Santos della SindMetal di Rio, c’era il Segretario Generale uscente dell’UI TMM Igor Urrutikoetxea del sindacato basco LAB e il Vicepresidente della FSM Valentin Pacho, accompagnati dal gruppo dirigente della CTB con il suo Presidente Adilson Arùjo, oltre al  responsabile esteri Divanalto Pereira, Joao Batista Lumas e diversi altri dirigenti. Hanno portato  il loro saluto al congresso intellettuali, istituzioni e il PC do Brasil attraverso tre  suoi deputati.


I trentatré delegati provenienti da venticinque paesi, sono stati accolti da una efficientissima struttura organizzativa, in larga parte composta di giovani. Tra le delegazioni molte quelle provenienti dal continente Rebelde a cominciare dalla SNT cubana,  la SINTRACEA del Venezuela, l’UNMRA uruguaiana, la SITECO e la CMC del Cile, la FNTMMSP peruviana, la colombiana Sintraelecol e ovviamente il Brasile con la FIT, la Sindmetal e la CTB.  Negli interventi dei sindacati latino americani le testimonianze di chi sta costruendo un’alternativa anticapitalista e antimperialista come i sindacati dei paesi dell’ALBA e quelle di chi tuttora paga un prezzo altissimo per l’attività sindacale e politica, come i compagni colombiani con oltre 3000 sindacalisti assassinati e altrettanti scomparsi o detenuti.

“Combattiamo la parte più infame del capitalismo,” ha esordito uno di loro, “quello delle multinazionali che per mantenere e difendere un sistema di rapina non esitano a praticare un vero e proprio terrorismo. In molti casi siamo organizzati in maniera clandestina, poiché in Colombia per chi fa veramente sindacato la situazione è molto pericolosa.”  Molti interventi hanno sottolineato come la forza messa in campo dai movimenti sociali e politici, come dai lavoratori e dai popoli indigeni, sia stata in grado di farsi  portatrice d’interessi generali intorno ai quali si è  formata un’alleanza che lotta per l’emancipazione sociale e politica in senso socialista rivendicando, allo stesso tempo, l’indipendenza e sovranità nazionale per l’America Latina. Toccando il tema richiamato dal congresso Josè Reinaldo Carvalho, direttore del Cebrapaz, ha sottolineato la profondità della crisi sistemica del capitalismo, una crisi dal carattere multidimensionale, dato che  alla crisi di valorizzazione del capitale si aggiunge la crisi energetica, quella ambientale, alimentare e culturale. Invitando poi a una riflessione sulla portata e sui riflessi della sconfitta subita dal movimento operaio, una  sconfitta ideologica il cui peso si fa sentire sull’intera umanità che oggi anche a causa di altri fattori sta regredendo cultruralmente.  


A rappresentare l’Europa dei sindacati conflittuali c’era l’USB insieme al PAME greco, al PEO cipriota, al sindacato galiziano CIG, ai Bielorussi della BTUWI e ai compagni baschi della LAB, con Igor Urrutikoexea Segretario Generale uscente della TUI-MM. Nel suo intervento la USB ha  ricordato come la competizione tra i poli imperialisti, sia acuita dalla crisi sistemica. Anche in ragione di  questa competizione “La leadership dell’UE sta incrementando la disoccupazione, il saccheggio delle risorse, all’interno dei suoi confini e nei paesi della sua periferia, attaccando i salari, i diritti sindacali, riducendo i diritti politici e promuovendo aggressioni neocoloniali. La lotta contro l’Unione Europea e le sue politiche, in questo quadro diventa necessaria e strategica”…. “veniamo dalle due splendide giornate di lotta, del 18 e 19 ottobre. Due manifestazioni nazionali si sono tenute a Roma con la partecipazione di oltre 150mila persone, che sono scese in piazza in maniera determinata contro il governo della Troika e le sue ricette economiche e politiche. Dentro c’è la nostra idea di sindacato, una forza  in grado di  affrontare l’attuale livello dello scontro di classe. Un sindacato conflittuale che unisce lavoratori pubblici e privati, insieme ai precari e ai lavoratori migranti e che richiede con forza salario, pensioni, stato sociale, diritto all’abitare, diritto allo studio e alla sanità e che nello stesso tempo svolge un ruolo sociopolitico”.


L’USB che nel suo ultimo congresso ha sottolineato l’importanza e la strategicità dell’assunzione di un punto di vista internazionalista e di classe, ha dato appuntamento ai sindacati di classe e conflittuali per il 14 e 15 febbraio prossimi, quando Roma  ospiterà Consiglio della  FSM.


Presenze significative sono state quelle mediorientali, con l’Unione del lavoro del Bahrein e dell’Egitto, paesi dove le richieste di emancipazione sociale e politica avanzate dalla popolazione sono tutt’ora represse con la forza dai regimi legati alle petro-monarchie e all’imperialismo europeo e statunitense.  Le delegazioni del Sudan e dell’Angola hanno dato voce a quell’Africa che oggi si scontra con una nuova stagione d’ingerenza neocoloniale e imperialista. Per l’Asia era presente una  delegazione del Sindacato dei Lavoratori dell’Acciaio dell’India (SWFI) e, come osservatore, la Federazione dei Sindacati Cinesi, un presenza di particolare rilievo. Per  P.K.Das, segretario generale dello SWFI,  “la crisi del modello capitalista sta minacciando milioni di lavoratori, distruggendo al contempo l’ambiente. ….  Il governo indiano vuole scaricare il peso della crisi sui lavoratori e sulle classi popolari e il fortissimo attacco al settore pubblico fa parte di questa politica liberista. Noi non accettiamo di pagare una crisi che non è la nostra e stiamo rispondendo con una grande e forte mobilitazione sindacale,  fatta di scioperi e manifestazioni in tutto il paese”.


Il 2° congresso della TUI MM è stato  quindi un momento di approfondimento e dibattito vero tra le organizzazioni sindacali di classe che fanno dell’indipendenza dalle istituzioni e dagli industriali un elemento distintivo. Il rischio di scivolare nella retorica è stato evocato nel suo intervento iniziale dal Segretario Generale uscente, che nel presentare i documenti congressuali, uno politico e l’altro organizzativo, ha ricordato che: “siamo qui per dare gambe e testa  all’azione e  all’analisi politica della TUI MM per i prossimi anni”. Prima di lui Valentin Pacho aveva inquadrato il secondo congresso come parte del processo di rilancio della FSM, invitando le forze classiste a spendere le proprie energie per ricostruire un’organizzazione sindacale internazionale indipendente della classe lavoratrice. Un’esigenza divenuta ancora più pressante di fronte alla crisi sistemica e all’aggressività messa in campo dal capitalismo.


Il Congresso ha eletto il nuovo gruppo dirigente scegliendo come  Presidente Manuel Gerardo Caçào (CTB - Brasile)  e come  Segretario Francisco Josè Sousa (FIT-Metal  Brasile). Il nuovo esecutivo sarà composto di Arturo Rodriz Font (SNT Cuba), Vadzim Fiodorau (BTUWI- Bielorussia), da un rappresentante del PAME (Grecia), da uno della CIG Metal (Galizia) e da una compagna della FIT-Metal (Brasile). Sono stati definiti tre segretarie internazionali per specifici settori: Vadzim Fiodorau (BTUWI- Bielorussia) per i metalmeccanici, Ricardo Juarez Vixa (FNTMMSP- Perù) per i minatori e una compagna cubana per il settore femminile e dei giovani.


Dando seguito ai deliberati congressuali in merito alla necessità di pianificare e svolgere meglio il lavoro, la TUI MM si è data una strutturazione a livello continentale con coordinamenti per America, Europa, Asia, Medio Oriente e Africa.


Il congresso ha scelto un nuovo logo che vedrà aggiungere al simbolo della WFTU il piccone del minatore e la ruota dentata del lavoro metalmeccanico.
Oltre ai documenti congressuali, l’assemblea ha approvato una serie di documenti politici d’indirizzo, tra cui la dichiarazione di Rio (http://metalurgicosrj.org.br/13-noticias/263-novo-secretariado-da-uis-metal-toma-posse-no-rio-de-janeiro.html ). E’ stata anche votata una dichiarazione che impegna tutte le organizzazioni della TUI MM a condurre una battaglia a favore delle donne nel settore metallurgico e minerario, secondo la mozione questa è una battaglia ideologica che deve essere condotta anche all’interno delle organizzazioni sindacali.


Sono state approvate all’unanimità alcune mozioni internazionaliste, tra cui il sostegno a Cuba, esigendo la fine dell’embargo e la liberazione dei quattro patrioti detenuti nelle carceri USA. Un'altra mozione condanna le aggressioni ai popoli arabi, più nello specifico al popolo siriano, e di solidarietà piena al popolo palestinese. Il congresso ha votato un documento a sostegno del processo di pace, che si sta svolgendo all’Avana, tra le FARC e il governo colombiano, per una pace con giustizia sociale, la mozione chiede inoltre la liberazione dei sindacalisti colombiani incarcerati. Di uguale spirito l’appello a sostegno del Popolo Basco nella sua richiesta di avvio di processo di pace che impegni il governo spagnolo, stigmatizzando il fatto che nel frattempo Madrid continua a reprimere violentemente i sindacalisti e i compagni della sinistra patriottica basca.

Il congresso ha salutato e ringraziato il segretario uscente Igor Urrutikoexea e i compagni che con lui hanno portato avanti con grande impegno la TUI MM in questi anni. Per un momento ci siamo sentiti in Italia  quando a sorpresa si sono levate le note de El pueblo unido cantato dalla Banda Bassotti, e il nuovo Segretario Francisco Josè Sousa ha chiuso il congresso rivolgendosi ai compagni con “la lotta continua.”

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