On the side of the Kurdish fighters and Syrian anti-imperialists (segue in italiano)

Nazionale -
Turkey is attacking Syrian Kurdistan, with the blessing of Donal Trump, who last week ordered the withdrawal of U.S. troops from the target enclaves of the Turkish army, paving the way for this umpteenth aggression.
The ground troops entered Turkish-Syrian territory.
Turkey has declared that the objective of the invasion is to create a "security zone" in which to send back the almost two million Syrian refugees who have been refugees in Turkey in recent years, those refugees for whom Erdogan takes 6 billion euros a year from the European Union to keep them away from European borders and coasts.
No country in the world is in favour of the Turkish attack, but no one is moving a finger to stop it.
The Kurdish fighters of the Rojava are considering the possibility of creating a united front with Assad himself, who is still the holder of the internationally recognized "sovereignty" over the territory that Erdogan would like to occupy. We hope that the unity of the people that alone can stop the troops of the ferocious Turkish army will be built on the ground.
In this difficult scenario, USB stands alongside the Kurdish people of Rojava and all the fighters in Syria who are fighting against Western imperialism, NATO and their troops, better known as Isis / Daesh.

USB International Department

 

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Dalla parte dei combattenti curdi e degli antimperialisti siriani

La Turchia sta attaccando il Kurdistan siriano, con la benedizione di Donal Trump, che nei giorni scorso ha ordinato il ritiro delle truppe Usa dalle enclave obbiettivo dell’esercito turco, aprendo la strada a questa ennesima aggressione.
Le truppe di terra sono entrate in territorio turco-siriano.
La turchia ha dichiarato che l’obiettivo dell’invasione è creare una “zona di sicurezza” in cui rimandare i quasi due milioni di profughi siriani rifugiati in questi anni in Turchia, quei profughi per i quali Erdogan prende 6 miliardi di euro all’anno dall’Unione Europea per tenerli lontani dai confini e dalle coste europee.
Nessun paese al mondo si dichiara favorevole all’attacco turco, ma nessuno muove un dito per fermarla
I combattenti curdi del Rojava stanno valutando l’opportunità di creare un fronte unito con lo stesso Assad, che è pur sempre il titolare della “sovranità” internazionalmente riconosciuta sul territorio che Erdogan vorrebbe occupare. Ci auspichiamo che si costruisca sul terreno quell’unità di popolo che da sola può fermare le truppe del feroce esercito turco.
In questo scenario difficile l’Unione Sindacale di Base si schiera al fianco del popolo curdo del Rojava e di tutti i combattenti che in Siria si battono contro l’imperialismo occidentale, la NATO e le loro truppe, meglio note come Isis / Daesh

USB Dipartimento Internazionale

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