Intervento USB al 4^ congresso del PAME

Caro compagno Segretario Generale,
Cari compagni delegati del PAME
Delegati internazionali
Siamo molto onorati di partecipare al vostro IV Congresso e a questa Conferenza Internazionale. Il legame che lega la USB al PAME è saldo e per noi molto importante. Da molti anni voi ci fornite sostegno e indicazioni nella conduzione della lotta di classe nella cittadella imperialista europea. La vostra resistenza e capacità di azione, il vostro internazionalismo sono per noi un esempio concreto da seguire.
Ci troviamo da molto tempo immersi in una grave crisi di accumulazione del capitale che è esplosa nel 2008 producendo, soprattutto nei Paesi del sud dell’Europa , un profondo attacco ai diritti dei lavoratori e alle condizioni di vita dei nostri popoli. La Grecia, più di ogni altro Paese, subisce l’aggressione della Troika alla propria sovranità economica e politica. In Italia siamo da tempo investiti dalle stesse politiche dettate dall’Unione Europea che si stanno realizzando grazie alla disponibilità e alla complicità dei partiti del cosiddetto centro sinistra e dei sindacati gialli affiliati alla ETUC.
Oggi l’Unione Europea sta ristrutturando il proprio assetto con processi di centralizzazione economico-finanziaria e istituzionale, funzionali alla competizione internazionale e dunque inderogabili.
Nel nostro paese queste politiche stanno avendo un effetto pesantissimo sulla nostra classe di riferimento, sull’assetto istituzionale, normativo e sulla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista del 1943-45.
La Brexit sta portando alla definizione di un nuovo asse di potere guidato da Germania e Francia, rilanciando la competizione tra i blocchi economici imperialisti EU e USA, che assume forme sempre più evidenti: il fallimento del TTIP, il conflitto sulle sanzioni alla Apple in Irlanda, le richieste di risarcimento della WTO sui sussidi statali all’europea AirBus.
In tutto il continente europeo si è proceduto a riforme che hanno devastato le tutele dei lavoratori: tutte riforme che facilitano le procedure di licenziamento, abbassano le tutele in caso di disoccupazione o crisi aziendale, aumentano e riorganizzano le forme di precarietà, privatizzando ulteriormente il mercato del lavoro e demolendo norme a tutela della dignità, incrementando al massimo una condizione di ricatto sui lavoratori.
In Italia l’approvazione del jobs act, richiesta e applaudita dall’Unione Europea, ha portato a nuove forme di schiavitù nel mondo del lavoro, all’introduzione dei voucher come forma massima di riduzione del lavoratore a merce. In particolare nell’agricoltura e nella Logistica dove sono impiegati molti lavoratori immigrati si è arrivati a forme di vera e propria schiavitù che noi stiamo combattendo con la Campagna Nazionale SCHIAVI MAI
Cresce nel nostro Paese, e in molti Paesi europei, la consapevolezza della necessità della rottura dell’Unione Europea e questo è uno degli obbiettivi che la USB sta perseguendo organizzando scioperi e manifestazioni sempre più partecipate.
Il sindacato di classe affronta oggi a livello mondiale sfide difficili. Il dibattito interno al 17° Congresso della Federazione Sindacale Mondiale ha mostrato quanto sia necessario oggi organizzare, in ogni continente e in ogni Paese, il contrattacco al capitale. Ogni organizzazione deve fare proprie le indicazioni scaturite dal Congresso di Durban impegnandosi nelle lotte in difesa dei lavoratori nelle fabbriche, negli uffici, nei territori, rilanciando la consapevolezza della nostra funzione politica, individuando anche le nuove forme di azione sindacale utili a permetterci di parlare anche con quei settori di popolazione che subiscono gli effetti delle trasformazioni produttive imposte dal capitale.
I nostri Paesi stanno anche subendo il boomerang delle aggressioni imperialiste che l’Unione Europea e gli USA stanno portando in molti Paesi del medio e vicino oriente. La guerra è tornata anche in Europa e viene combattuta, oltre che con le armi convenzionali, anche con le sofisticate armi dell’informatica. Sono ormai milioni coloro che fuggono dalle distruzioni delle guerre provocate dalla competizione interimperialista in gara per rapinare le risorse e per imporre governi subordinati agli interessi del capitale. In Italia e in Grecia in particolare l’arrivo dei rifugiati e dei migranti sta producendo ulteriori enormi problemi senza che questi trovino alcuna soluzione in ambito europeo. Stanno rafforzandosi invece il razzismo e la xenofobia, nascono e crescono gruppi e partiti che approfittando delle gravi condizioni di crisi delle popolazioni interne fomentano l’odio verso chi fugge da condizioni disperate. Affrontare la questione dei migranti e rifugiati, impedire che il nostro blocco sociale, quello dei lavoratori e delle masse popolari cada nell’inganno della guerra fra poveri è per noi oggi un compito importante a cui stiamo dedicando molta attenzione. La guerra sta diventando una condizione permanente e le sue conseguenze sul fronte interno e su quello esterno stanno ogni giorno di più contribuendo alla creazione di un esercito industriale di riserva a disposizione del capitale per aggredire con ancora più forza i lavoratori. Disoccupazione altissima, taglio dei salari, distruzione del sistema previdenziale, privatizzazione della sanità e del sistema dell’istruzione, aumento dello sfruttamento e dei tempi di lavoro sono gli effetti più evidenti della guerra interna a cui ogni giorno il sindacato di classe è chiamato a rispondere, in Italia, in Europa, nel mondo.
La solidarietà internazionale e l’internazionalismo sono elementi costituenti delle nostre organizzazioni che stanno contribuendo alla crescita nei nostri Paesi della coscienza di classe. Questa conferenza ci aiuta a rilanciare le nostre relazioni e a progettare meglio il futuro del sindacalismo di classe in Europa e nel mondo.

 

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