DICHIARAZIONE DEI SINDACATI DI BASE E CONFLITTUALI DEI TRASPORTI IN EUROPA

NAZIONALIZZAZIONE NON PRIVATIZZAZIONE

Nazionale -

Il 31 gennaio 2011 i sindacati di base e conflittuali rappresentativi dei trasporti si sono riuniti a Londra per discutere la necessità di costruire la resistenza alle politiche dell'Unione Europea, le quali promuovono la privatizzazione, la frammentazione, il dumping sociale, l'outsourcing e gli attacchi alle contratti collettivi di lavoro e ai diritti dei lavoratori.


Questa analisi è confermata dai continui attacchi da parte della Unione Europea alle reti di proprietà pubblica e ai lavoratori dei trasporti, che hanno seguito i seguenti passi:


  1. Il 28 marzo 2010 la Commissione europea ha pubblicato il “Libro Bianco sui Trasporti” ('tabella di marcia per realizzazione di un'area unica europea dei trasporti ') chiedendo la totale liberalizzazione del mercato in tutti i settori dei trasporti;

  2. Il 14 novembre il Parlamento Europeo ha dato alle stampe una 'riformulazione' della suo primo “Pacchetto di liberalizzazioni delle Ferrovie”, il quale impone un modello guida sulla privatizzazione delle Ferrovie, attraverso la frammentazione, la separazione e la concorrenza. Questo istituisce uno spazio ferroviario unico europeo quale strumento al servizio del monopolio della finanza e del capitale, per attaccare i contratti collettivi nazionali dei lavoratori ferroviari e i loro diritti sociali;

  3. Il continuo e catastrofico declino nelle condizioni di lavoro dei marittimi e del servizio vitale garantito dai traghetti, è frutto della liberalizzazione europea del 'cabotaggio', dei trattati UE sulla 'libertà di stabilimento' e delle conseguenze disastrose causate dalle "bandiere di comodo";

  4. La privatizzazione forzata delle reti di trasporto pubblico urbano previsto dal regolamento UE del 2007 relativo agli obblighi di servizio pubblico su strada e su ferrovia;

  5. Abbandono della politica sociale di trasporto in favore di una gestione dei servizi orientata all'esclusivo interesse del capitale monopolistico, dove il profitto diventa l'unico criterio;

  6. il consolidamento di un sistema di trasporto pubblico sempre più costoso e inefficiente per i cittadini e per gli utenti, in cui l'avidità e il dominio degli interessi finanziari e di profitto stanno distruggendo posti di lavoro, il trasporto pubblico, il servizio e le comunità.



Dal nostro ultimo incontro le sempre più intense crisi politiche ed economiche nella UE non hanno fermato né la spinta verso la privatizzazione delle reti di trasporto tanto meno il flusso della legislazione UE verso questo obiettivo.


In realtà, la privatizzazione dei trasporti e di altre attività strategiche nazionali è una richiesta centrale della troika FMI / UE / BCE per imporre un programma di austerità e di privatizzazioni di massa in Grecia e in Portogallo e per trasferire gli utili alle banche britanniche, francesi e tedesche.

Mentre la crisi delle banche europee e dell'Euro s'intensifica, altri lavoratori europei subiscono attacchi pesanti ai loro fondamentali diritti democratici.

La Corte di Giustizia Europea attacca i diritti sindacali mentre tutela i diritti del capitale e delle imprese; le misure di austerità imposte dai governi nazionali e dalle istituzioni della UE hanno come obiettivo le conquiste sociali delle generazioni precedenti.

Fino a che la UE e il potere aziendale che sta dietro di essa, non saranno sfidati dai sindacati conflittuali per la nazionalizzazione e per la pubblica responsabilità dei servizi pubblici, continueranno gli attacchi ai lavoratori attraverso le privatizzazioni e il dumping sociale, assistiti in questa opera dalle recenti sentenze della Corte europea di giustizia.


Pertanto, i sindacati di base e conflittuali dei Trasporti hanno indetto una manifestazione unitaria a Bruxelles il prossimo Mercoledì 28 marzo in occasione del primo anniversario della pubblicazione del Libro Bianco sui Trasporti da parte della Commissione Europea, insieme ad una serie di mobilitazioni da trasporti durante tutta la settimana 26-31 Marzo 2012.


La manifestazione avrà le seguenti parole d'ordine:


  • Difendere le infrastrutture dei trasporti nazionali come componente fondamentale della sovranità nazionale e della democrazia;

  • Protestare nei confronti di tutte quelle istituzioni comunitarie (Uffici della Commissione Europea, Agenzie Normative e Istituzioni Finanziarie e Politiche della UE, ecc), che facilitano la privatizzazione e la liberalizzazione del trasporto ferroviario, della metropolitana leggera, del servizio bus e dei traghetti (ad esempio, SeaFrance)

  • Coordinare e connettere le lotte in solidarietà con tutti quei lavoratori dei trasporti e dei loro sindacati che sono impegnati in una strenua lotta per contrastare gli effetti del dumping sociale, per la difesa dei diritti sindacali e della contrattazione collettiva nazionale;

  • Chiedere che le infrastrutture di trasporto nazionale e i relativi servizi siano di proprietà e gestite da organismi sovrani nazionali responsabili per i cittadini di tali Stati.


Lisbona, 28 novembre 2011

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