Conferenza Internazionale di Solidarietà con il Popolo Siriano

Roma -

Chiamati dalla Federazione Sindacale Mondiale e dalla Confederazione Generale dei sindacati di Siria, oltre 200 sindacalisti, provenienti da ogni parte del mondo e in rappresentanza di  milioni di lavoratori, hanno animato la Conferenza Internazionale di Solidarietà con il Popolo Siriano tenutasi a Damasco il 13 e 14 settembre e a cui hanno partecipato per il Dipartimento Internazionale USB Cinzia Della Porta e Pierpaolo Leonardi anche in rappresentanza ufficiale della TUI PS&A, la categoria mondiale dei servizi pubblici della FSM, di cui è segretario generale.
La maggior parte dei presenti proveniva  dal mondo arabo, ma con una nutrita presenza da tutto il mondo – per l’Europa presenti, oltre all’Italia, la Francia, il Portogallo, Cipro, Grecia, Donbass (Ucraina) e  Russia.
Significative le delegazioni sindacali della Turchia, dell’Iraq, dell’Egitto, della Libia per citare quelle in cui i venti dei conflitti spirano più forti.
La conferenza si è tenuta in un complesso alberghiero ad Al Dimas, a pochi Km da Damasco, dove si arrivava quasi esclusivamente provenendo da Beirut, con un lungo viaggio di oltre 5 ore per percorrere 130 km costellati da posti di blocco dell’esercito Siriano. Ovviamente, a parte il rimbombare di esplosioni nelle zone circostanti e le interruzioni della corrente elettrica, il luogo della conferenza era ben protetto e sicuro.
Importante e significativa la presenza del segretario generale dell’ICATU, la Confederazione dei Sindacati Arabi, da tempo oggetto di forti pressioni da parte dell’ ITUC (International Trade Union Confederation) l’organizzazione mondiale dei sindacati concertativi a cui aderiscono anche Cgil, Cisl e Uil, affinché entri nella sua orbita di riferimento.
Due giorni intensi di lavoro con interventi non solo di solidarietà ma anche di analisi sulle responsabilità del disastro in corso in Siria e non solo.
Molta consapevolezza delle responsabilità degli Stati Uniti nella guerra in atto, sul fatto che le forze della coalizione non combattono adeguatamente l’ISIS e che il vero obbiettivo sia la caduta comunque dal Governo Siriano. Sostegno al governo  dall’inizio della guerra anche dai due Partiti Comunisti Siriani che hanno accantonato il giudizio non positivo sulla gestione della dinastia Assad per fare un fronte unitario per la difesa del Paese e del popolo Siriano di fronte all’aggressione del terrorismo islamico.
Diversa e per certi versi minore consapevolezza invece sulle responsabilità anche dell’Unione Europea nei vari focolai di guerra, che è necessariamente destinata a crescere non appena i progetti interventisti di Hollande e Cameron nella guerra in Siria diventeranno, ai primi di ottobre, realtà concreta come lo sono già stati in altri teatri di guerra. Condiviso invece il giudizio sulla scelta della Merkel e quindi dei paesi forti dell’Unione Europea sulla gestione interessata dei profughi, soprattutto, o quasi esclusivamente di quelli con un elevato livello di scolarizzazione e di specializzazione destinati ad essere il nuovo “esercito industriale di riserva” da utilizzare per aumentare la capacità produttiva, svecchiare la popolazione attiva, avere mano d’opera qualificata a basso costo che consentirà anche un abbassamento delle tutele e dei diritti dei lavoratori tedeschi.
I profughi più poveri, gli sfollati dalle zone di guerra li abbiamo incontrati a centinaia alla frontiera con il Libano dove sono allestiti i tendoni vuoti dell’UNHCR e dove attendono un via libera che spesso arriva dopo lunga attesa.
E’ emersa, pur se non in completamente in chiaro, anche la dimensione religiosa dei conflitti che stanno infuocando molti territori arabi e la percezione è che non siano facilmente risolvibili.
Nei suoi interventi la USB ha sostenuto il diritto all’autodeterminazione e il suo sostegno al popolo Siriano e tutti i popoli soggetti all’aggressione imperialista diretta o attuata attraverso il terrorismo islamico sorto dai precedenti interventi nell’area e figlio della politica di alleanze e di sostegno militare dell’amministrazione Statunitense. Ha assicurato che farà ogni sforzo perché nel nostro Paese ci sia una controinformazione corretta tra i lavoratori su quanto sta avvenendo in Siria e negli altri teatri di guerra, ha rappresentato le iniziative, di lotta e non di sola solidarietà già programmate per le prossime settimane e mesi sulla emergenza rifugiati e migranti. Da sottolineare che, anche se non esplicitato chiaramente, è emerso il disappunto del sindacato siriano per l’abbandono del paese da parte di molti.
Apprezzamento dell’intera assemblea per la notizia che l’USB rappresenterà tutta la Federazione Sindacale Mondiale in un viaggio di solidarietà con il sindacato di Luganks in Ucraina, che si realizzerà appena risolte le difficoltà consolari per il transito in Russia.
Negli incontri a latere della conferenza con la delegazione Palestinese, con il rappresentante di Lugansk, con il sindacalista Russo, con un esponente del Partito comunista Siriano e con la delegazione del sindacato non confessionale dell’Irak abbiamo potuto avere maggiori informazioni sulla situazione nei vari Paesi e in  particolare convenuto con i sindacato Palestinese di rafforzare la solidarietà avviando già dai prossimi mesi uno scambio di delegazioni.

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