Cinquanta feriti, un centinaio di arresti e un docente ucciso negli scontri con la polizia, questo il risultato della mattanza di stato contro gli insegnanti messicani.

Roma -

Cinquanta feriti, un centinaio di arresti e un docente ucciso negli scontri con la polizia, questo il risultato della mattanza di stato contro gli insegnanti messicani.

Ieri, gli insegnanti del sindacato della scuola Coordinadora Estatal de Trabajadores de la Educación de Guerrero (CETEG) sono scesi in piazza nello Stato del Guerrero per protestare per i 43 studenti di Ayotzinapa fatti sparire da quasi cinque mesi dalla polizia e per reclamare le loro paghe.

Infatti, sono 94.000 i dipendenti statali del Guerrero che non ricevono i loro stipendi. Il tentativo dei manifestanti di bloccare l'aeroporto di Acapulco è stato represso violentemente, si parla anche di violenze sessuali da parte dei militari.

Iniziative di solidarietà con i manifestanti aggrediti ci sono state in tutto il Messico. Anche queste sono state pesantemente represse e negli scontri con la polizia l'insegnante Claudio Castillo Peña è stato ucciso.

Sono anni che gli insegnanti messicani protestano in maniera decisa contro la riforma imposta dal governo che per molti aspetti è analoga a quella che si vuole far passare nella scuola italiana.

Il sindacato USB esprime il proprio cordoglio ai colleghi e familiari di Claudio Castillo Peña e sostegno e solidarietà agli insegnanti messicani in lotta e a tutti i lavoratori e sindacati che reclamano i loro salari e che in maniera ammirevole e tenace protestano contro la riforma.

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