Ci siamo riusciti il 6 febbraio e siamo pronti a farlo di nuovo: Comunicato Internazionale
Il successo della Giornata internazionale di azione "I portuali non lavorano per la guerra" del 6 febbraio scorso, con scioperi e manifestazioni che hanno avuto luogo in oltre 20 porti europei in sette paesi del Mediterraneo, evidenzia la necessità di sviluppare ulteriormente azioni internazionaliste di solidarietà che prendano posizioni chiare e nette contro le guerre e i genocidi.
Soprattutto ora che ci troviamo di fronte alla possibilità di un'escalation militare ancora più ampia a seguito dell'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran.
NO alla guerra, al genocidio e all'aggressione imperialista dei governi, degli Stati Uniti, della NATO e dell'Unione Europea. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i popoli e i paesi vittime di queste aggressioni.
NO al trasferimento dei costi delle loro sporche guerre sui nostri salari insufficienti e al taglio dei servizi pubblici essenziali di cui abbiamo bisogno.
NO alla militarizzazione delle infrastrutture strategiche e al loro utilizzo affinché i governi e i monopoli possano versare il sangue di altri popoli, chiudendo gli spazi di dissenso e trasformando i lavoratori portuali e delle infrastrutture chiave in bersagli di ritorsioni.
SÌ al rafforzamento della lotta per salari migliori, condizioni di lavoro migliori, misure reali di salute e sicurezza e un accesso effettivo alle pensioni che ci consentano di godere dei frutti di una vita di lavoro.
Sulla base di quanto ottenuto il 6 febbraio, nelle prossime settimane i sindacati promotori organizzeranno una conferenza internazionale a maggio per rilanciare e approfondire il dibattito con tutti quei sindacati che desiderano impegnarsi in questa direzione di lotta, per difendere i diritti dei lavoratori portuali e dei lavoratori in generale.
CI SIAMO RIUSCITI IL 6 FEBBRAIO E SIAMO PRONTI A FARLO DI NUOVO!
La solidarietà internazionale è l'unica via da seguire per il nostro futuro!
English version
The successful International Day of Action “Dockworkers do not work for the war” lead by port workers on 6 February, with strikes and demonstrations that took place in over 20 European ports across seven Mediterranean countries, highlights the need to further develop internationalist actions of solidarity with a clear class-oriented direction.
Especially now, as we face the possibility of a broader military escalation following the US – Israel attack on Iran.
WE SAY NO to war, genocide and imperialist aggression of governments, USA – NATO – EU. We express our solidarity with all the peoples and countries victims of these aggressions.
WE SAY NO to passing on the cost of their dirty wars to our insufficient wages and cutting essential public services we need.
WE SAY NO to the militarisation of strategic infrastructure and its use so that governments and monopolies can shed the blood of other peoples, turning port and key infrastructure workers into targets of retaliation.
WE SAY YES to strengthening the struggle for better wages, better working conditions, real health and safety measures, and genuine access to pensions that allow us to enjoy the fruits of a lifetime of work.
Building on what was achieved on 6 February, in the coming weeks the calling trade unions will schedule an international conference for May to relaunch and deepen discussions with all trade unions that wish to engage in this direction of struggle, to defend the rights of port workers and of workers as a whole.
WE DID IT ON 6 FEBRUARY AND WE ARE READY TO DO IT AGAIN!
International solidarity is the only way forward for our future!