Atene, 3° giorno del 16° Congresso WFTU -intervento Leonardi ita/eng + foto-

Nella terza giornata di lavoro del 16 Congresso della Federazione Sindacale Mondiale, mentre nella riunione plenaria si susseguivano numerosi intensi ed interessantissimi interventi di sindacalisti provenienti da tutto il mondo, si e' riunita la 10 Conferenza Europea cui hanno preso parte le organizzazioni presenti, affiliati e osservatori, di molti paesi europei.

 

La conferenza ha approvato un documento finale, che pubblicheremo al ritorno della delegazione USB da Atene, di rilancio dell'attivita' dell'Ufficio europeo soprattutto per contrastare le scelte antipopolari dell'Unione Europea e il monopolio della rappresentanza della CES (confederazione europea dei sindacati cui per l'Italia partecipano attivamente Cgil, Cisl e Uil) nelle relazioni con l'Unione Europea.

 

La Conferenza Europea ha anche rieletto la Segreteria cui partecipano compagni di Portogallo, Grecia, Serbia, Paese Basco, Cipro e per l'Italia l'USB.

 

 

L'intervento di Pierpaolo Leonardi, esecutivo USB:

 

Cari compagni,

Sono molto onorato di poter intervenire a questo 16mo Congresso mondiale e sono certo che la discussione che stiamo facendo sarà molto importante ed utile per lo sviluppo del movimento operaio internazionale.

Stiamo discutendo mentre ancora una volta l’imperialismo mostra il suo vero volto ed attacca la Libia per rapinare il popolo di quel paese dalle proprie risorse naturali.

Per la prima volta la competizione interimperialista tra gli USA e l’Unione Europea è divenuta evidente e si manifesta direttamente sul campo di battaglia per la conquista dell’egemonia nel maghreb e per assicurarsi a colpi di cannone le riserve energetiche necessarie a mantenere inalterati i propri altissimi e sfrenati consumi. Il drammatico terremoto che ha colpito il Giappone e lo tsunami devastante che hanno prodotto migliaia di morti e di senza casa con il disastro dei reattori nucleari di Fukushima hanno anche reso evidente la follia del ricorso alle centrali nucleari su cui è impossibile garantire la sicurezza piena ed hanno rimesso al centro delle esigenze energetiche dei paesi occidentali il petrolio e il gas di cui la Libia è un grande esportatore.

Non solo quindi siamo immersi nella peggiore  crisi finanziaria, economica e sociale che abbiamo mai conosciuto, ma siamo anche in una rinnovata guerra imperialista di rapina. Il mio Paese partecipa attivamente alla guerra, ma anche dentro l’Europa si stanno aprendo grandi contraddizioni come dimostra l’esclusione dell’Italia dai colloqui tra USA Germania, Francia e Inghilterra. Le forze socialdemocratiche italiane e i sindacati collaborazionisti si sono tutti arruolati a sostegno dell’aggressione alla Libia ma nonostante questo le manifestazioni in Italia contro l’attacco alla Libia sono state molte e  partecipate.

Noi siamo comunque impegnati anche sulla questione della pace a rendere sempre più profonda la frattura tra il movimento dei lavoratori e i sindacati collaborazionisti e le loro scelte di accompagnamento delle politiche del capitale.

Come in tutta Europa anche in Italia gli effetti della crisi stanno producendo disoccupazione, precarietà, maggiore sfruttamento, delocalizzazioni, privatizzazioni,  smantellamento del welfare e un sostanziale impoverimento complessivo delle famiglie che non riescono ad arrivare con il proprio salario a fine mese. Tutto ciò avviene mentre l’evasione fiscale ha raggiunto il 38% mentre le tasse sul lavoro dipendente rappresentano l’80% delle entrate dello stato. E’ in corso una lotta di classe “dall’alto”, operata dai padroni e dalle istituzioni finanziarie che approfittano della crisi per cercare di ristabilire il dominio del capitale sul lavoro.

I padroni, con la complicità del governo, stanno conducendo un duro attacco al diritto di sciopero e di rappresentanza sindacale per cercare di fermare il forte sviluppo che in questi ultimi anni ha avuto il sindacalismo class oriented ed indipendente. Contemporaneamente sta cercando di affossare il contratto nazionale cioè il principio di uguaglianza contrattuale per tutti i lavoratori italiani per accompagnare l’introduzione del federalismo che ha l’obbiettivo di sganciare il nord produttivo e ricco dal sud in cui creare delle “zone franche” dove i salari, i diritti, le garanzie siano molto inferiori a quelle del nord. Ma la nostra condizione è la stessa degli altri lavoratori europei e noi riteniamo che sia necessario compiere il massimo sforzo affinché le lotte che ogni organizzazione class oriented costruisce nel proprio Paese siano collegate con quelle degli altri Paesi.

USB ha organizzato, con successo, lo scorso 11 marzo uno sciopero generale e una grande manifestazione a Roma in coincidenza con la riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles dove si decideva un nuovo Patto europeo di stabilità.

 Unione europea decide le politiche economiche e sociali per tutti i paesi, per questa ragione questo deve essere il nostro obiettivo principale e dobbiamo lottare per rompere il monopolio della rappresentanza sindacale della CES.

 Per questo motivo sentiamo forte il bisogno di potenziare l'ufficio europeo del WFTU  per prendere decisioni e convocare iniziative comuni in Europa il prima possibile per conto dei lavoratori dei diversi settori a livello continentale a partire dal pubblico impiego e dai trasporti, che stanno subendo gli attacchi più pesanti.

Concludendo, siamo lieti di informarvi che oggi a Roma il nostro coordinamento nazionale sta decidendo in ordine alla nostra affiliazione al WFTU.

 

 

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Dear comrades,

I am really honoured to be able to take the floor in this 16th World Congress and I am certain that the debate we are presently carrying out will be fundamental and useful for the development of the international workers’ movement.

While we are talking once again the imperialism is showing its real face and is attacking Libya to rob its people of its natural resources.

For the first time the inter-imperialist competition between the USA and the European Union has  become evident and it is directly shown in the battlefield to conquer the hegemony of Maghreb and to ensure with gunfire the energy reserves required to keep unaltered its very high and uncontrolled consumptions.  The dramatic earthquake which has hit Japan and the devastating tsunami causing thousands of deaths and homeless as well as the disaster of nuclear reactors of Fukushima  have made evident the foolishness of the use of nuclear plants. They cannot guarantee the full safety and therefore there is a consequent new focus on the energy requirements of the western countries relying on oil and gas mainly exported by Libya.

Not only are we plunged into the worst of the financial, economic and social crisis we have ever met, but we are also in the middle of a renewed imperialist war of robbery. My Country takes an active part in this war, but at the same time, within Europe,  huge contradictions are taking place as demonstrated by the exclusion of Italy from the talks with the USA, Germany, France and England. The social democratic Italian forces and the collaborationist trade unions are all joined up to support the aggression of Libya but nevertheless the protests in Italy against the attack in Libya have been numerous and highly attended. We are increasingly committed to make up for the deep fracture between the workers’ movement and the collaborationist trade unions and their choices to go with the capital policies.

As in the rest of Europe, even in Italy the effects of the crises are causing unemployment, precariousness, more exploitation, delocalisation, privatisations, dismantlement of welfare and a substantial global impoverishment of the families who cannot make ends meet at the end of the month. All this happens while tax evasion has reached 38% and while taxes on employed work account for 80%  of the State revenues.

A class struggle “from the top” is under way, conducted by employers and by the financial institutions which take advantage of the crises to try to restore the supremacy of the capital system on work.

Employers, thanks to their complicity with the government, are launching an attack to the right to strike and to the unions representation seeking to stop the strong development which in recent years the class-oriented and independent unionism experienced.   At the same time, they are trying to shelve the national agreement namely the principle of contractual equality for all Italian workers to go with the introduction of federalism. This has the objective to uncouple the productive and wealthy north from the south where some “free-areas” might be created  where wages, rights and guarantees would be much lower than the ones in the north.  But our condition is the same of other European workers and we believe that the utmost effort is required so that the struggles made by every class-oriented organisation in their own Countries might be related to the struggles of other Countries.

USB has organized last 11 march a successful strike and called a large rally in Rome in coincidence with Eurogroup meeting in Bruxelles called to decide new European stability pact.

European Union decides the economic and social policies for all countries, for this reason this must be our main target and we must fight to break the monopoly of union representation of ETUC.

For this reason we feel the strong need to strengthen the European office of the WFTU in order to take common decisions and to call common events in Europe as soon as possible on behalf of the workers of the different sectors at a continental level beginning from public employment and transportation sectors, which are suffering the heaviest attack.

Concluding, we are glad to inform you that today in Rome our National committee is taking the decision in order to our affiliation in WFTU.

 

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